Il primo uomo

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Albert Camus

  • Traduttore: E. Capriolo
  • Editore: Bompiani
  • Anno edizione: 1994
  • Pagine: 300 p., rilegato (cop. rigida)
  • Stato libro: molto buono

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Descrizione

Il primo uomo (Le Premier Homme) è un romanzo autobiografico di Albert Camus, suo ultimo libro rimasto incompiuto, pubblicato postumo nel 1994 da Gallimard. La stesura del testo da parte dell’autore ebbe inizio nel 1959.

TRAMA:

L’autore ripercorre la propria vita attraverso le impressioni e le emozioni del protagonista Jacques che fino alla scuola secondaria era sempre vissuto ad Algeri, in mezzo al mare e ad un sole infuocato; desiderando di ritrovare il ricordo del padre scomparso durante la prima guerra mondiale, torna in Algeria per incontrare nuovamente chi l’aveva conosciuto allora. Vengono descritte tutte le cose fondamentali ed essenziali per il giovane uomo: il suo far parte dei Pieds-noirs, il doloroso amore del figlio nei confronti della madre, l’intensità fisica del suo corpo in formazione (il tutto immerso nella psicologia ampiamente disinibita della fanciullezza), la ricerca di un padre perduto. Ma è anche la storia del periodo coloniale francese in terra africana, non sempre ospitale nei confronti degli europei. (Fonte: Wikipedia)

AUTORE:

Albert Camus (IPA: [al’bɛʁ ka’my]) (Mondovi, 7 novembre 1913Villeblevin, 4 gennaio 1960) è stato uno scrittore, filosofo, saggista, drammaturgo e attivista francese. Con la sua multiforme opera è stato in grado di descrivere e comprendere la tragicità di una delle epoche più tumultuose della storia contemporanea, quella che va dall’ascesa dei totalitarismi al secondo dopoguerra e al concomitante inizio della guerra fredda. Non solo: le sue riflessioni filosofiche, magistralmente espresse in immagini letterarie, hanno una valenza universale e atemporale capace di oltrepassare i meri confini della contingenza storica, riuscendo a descrivere la condizione umana nel suo nucleo più essenziale. Il suo lavoro è sempre teso allo studio dei turbamenti dell’animo umano di fronte all’esistenza, in balia di quell’assurdo definito come «divorzio tra l’uomo e la sua vita». L’unico scopo del vivere e dell’agire, per Camus, che pare esprimersi dialetticamente fuori dell’intimità esperienziale, sta nel combattere, nel sociale, le ingiustizie oltre che le espressioni di poca umanità, come la pena di morte: «Se la Natura condanna a morte l’uomo, che almeno l’uomo non lo faccia», usava dire. “Vi è solamente un problema filosofico veramente serio: quello del suicidio. Giudicare se la vita valga o non valga la pena di essere vissuta è rispondere al quesito fondamentale della filosofia” (incipit de Il mito di Sisifo). “(L’uomo), in quanto immaginava uno scopo nella vita, si conformava alle esigenze di una mèta da raggiungere e diveniva schiavo della propria libertà”. Serve la libertà assurda, che è libertà del domani, mancanza di obiettivi, vivere per il gusto di vivere, quantità al posto della qualità, ma vivere in rivolta cosciente contro l’assurdo. Camus ricevette il Premio Nobel per la letteratura nel 1957. Malato da anni di tubercolosi, morì nel 1960 in un incidente stradale. (Fonte: Wikipedia)

Informazioni aggiuntive

Peso 0.524 kg

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